FIORENZA.
Author
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Fonds
Coverage Temporal
16..
Subject
Firenze - Piante topografiche - Sec. 17.
Description
FIORENZA / Fra.co Bolzeta f. Padoa. - [Padova : Franc. Cadorin detto Bolzetta, 16..]. - 1 stampa : bulino ; 116 x 173, 118 x 175 mm
Notes
Nell'ang. sup. sin. stemma mediceo e, alla sua dx: "86"; il titolo è in alto al centro senza alcun cartiglio, la firma nell'ang. inf. dx. - In I stato il foglio era in SCOTO Andrea, Itinerario, Overo nova descrittione de' viaggi principali d'Italia..., in 3 parti; I parte: "In Padova per Francesco Bolzetta" s.a.; II parte: "In Vicenza, Appresso Francesco Bolzetta Libraro in Padova 1638"; III parte: "In Padova, Presso Francesco Bolzetta Libraro 1629".
Così è l'esemplare descritto in CREMONINI 1995, p. 26. Ivi si descrivono anche due ediz. del 1638-1642, sempre eseguite da Francesco, e poi due del 1654 e 1658 eseguite da Matteo, nelle quali non si indica come autore Andrea Schott, ma suo figlio Francesco che aveva rimaneggiato l'opera. Si ignora se il rame impiegato per questa pianta fosse sempre lo stesso. Matteo Cadorin è citato anche in LE BLANC e in BENEZIT, sia come incisore che come editore. Francesco invece rimane sconosciuto. In realtà è certa la sua attività come editore. Molto più difficile è dire se egli fu anche incisore. In questa lastra la sua firma è chiara, e quindi è chiaro che egli non ha scritto "Fo[rmis]" ma solo "f" (fecit?). Visto che queste piante di città richiedevano solo un'abilità artigianale e che molti editori hanno inciso personalmente lastre di scarso impegno, senza essere specificamente incisori (come ha fatto Matteo), si può ritenere che Francesco sia effettivamente autore di questa incisione. Con questo però diventa poi opportuno attribuirgli anche le altre in cui si firma solo come editore e che certo hanno la stessa impostazione e lo stesso stile.
Così è l'esemplare descritto in CREMONINI 1995, p. 26. Ivi si descrivono anche due ediz. del 1638-1642, sempre eseguite da Francesco, e poi due del 1654 e 1658 eseguite da Matteo, nelle quali non si indica come autore Andrea Schott, ma suo figlio Francesco che aveva rimaneggiato l'opera. Si ignora se il rame impiegato per questa pianta fosse sempre lo stesso. Matteo Cadorin è citato anche in LE BLANC e in BENEZIT, sia come incisore che come editore. Francesco invece rimane sconosciuto. In realtà è certa la sua attività come editore. Molto più difficile è dire se egli fu anche incisore. In questa lastra la sua firma è chiara, e quindi è chiaro che egli non ha scritto "Fo[rmis]" ma solo "f" (fecit?). Visto che queste piante di città richiedevano solo un'abilità artigianale e che molti editori hanno inciso personalmente lastre di scarso impegno, senza essere specificamente incisori (come ha fatto Matteo), si può ritenere che Francesco sia effettivamente autore di questa incisione. Con questo però diventa poi opportuno attribuirgli anche le altre in cui si firma solo come editore e che certo hanno la stessa impostazione e lo stesso stile.
Shelfmark
Davoli.36493
File / Documentation![Thumbnail Image]()
Name
36493.tif
Size
71.73 MB
Format
TIFF
Checksum (MD5)
1F734DACF95794A72662FE20D7EA8469


