Raccolta di diversi disegni e pensieri di Pietro Testa ritrovati doppo la sua morte dati in luce da Francesco Collignon
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Inventore
Coverage Temporal
17..
Description
Raccolta di diversi disegni e pensieri di Pietro Testa ritrovati doppo la sua morte dati in luce da Francesco Collignon. - [S.l. : s.n., 17..].
Notes
La serie, che il Bellini cita anche col titolo: Le Idee, non è ben nota. Il Bellini ne parla sia nell'articolo citato: "Giovanni Cesare Testa" 1976, sia nelle schede di PINACOTECA DI BOLOGNA 1978. - In sostanza egli riferisce che nel 1650, dopo la morte i mprovvisa di Pietro Testa, per rispondere alle esigenze di mercato si pensò di far incidere i suoi disegni. "Nacque così la serie delle Idee ... La maggior parte di queste acqueforti fu eseguita da F. Collignon e da Giovanni Cesare Testa". Sembra che la s erie contasse 26 tavole; fu edita col titolo: "Raccolta di Diversi Disegni di Pietro Testa Ritrovati doppo la sua Morte Dati in luce da Francesco Collignon". - Dagli indirizzi apposti su alcune lastre sappiamo che esse furono edite successivamente da Vinc enzo Billy e da Henri Mauperche, finchè agli inizi dell'Ottocento furono riedite nella serie: "Raccolta di Opere Varie inventate e incise all'Acqua forte dal celebre Pietro Testa In Num.° XXXII Rami. In Roma presso Luigi Fabri, via del Bufalo Num. 141". I rami sono 32 poichè nell'edizione sono state inserite sei lastre originali di Pietro. - Le lastre recano quasi tutte le firma di Pietro Testa come inventore, ma solo una è firmata dall'incisore; si tratta del "Giovane favorito dalla Fortuna" (Bellini n. 22), che in I stato reca la firma: "fran.us Collignon sculp. Rome 1656". Questa data si presume sia quella di tutta la serie. Tale firma fu poi abrasa, evidentemente per far passare anche questa lastra come di Pietro Testa. - Rimane quindi il problema di definire la reale paternità delle singole incisioni, anche perchè, essendo i disegni riprodotti in fac-simile, non si può risalire allo stile dei vari incisori. Nella mancanza di dati oggettivi, abbiamo riportato l'affermazione del Bellini che "la maggior parte di queste acqueforti fu eseguita da F. Collignon e da G. C. Testa". Lo stesso critico, in PINACOTECA DI BOLOGNA 1978, nel testo delle singole schede assegna 18 di questi fogli a G. C. Testa e 6 al Collignon, ma, riproducendoli, indica per tutti dub itativamente l'attribuzione ad entrambi gli artisti. - Infine in BELLINI P. 1992 p. 127 troviamo l'affermaz. attenuata: "Per quanto riguarda le opere da lui [Giovanni Cesare] incise si può operare una distinzione in due gruppi: da un lato circa dieci acqu eforti ove si è firmato, dall'altro le incisioni contenute nel volume "Raccolta di opere varie..." ... sulla cui attribuzione sussiste qualche dubbio, essendo possibile che esse siano state intagliate da F. Collignon". - Con tutto questo, anche noi attrib uiamo tutti i nostri fogli a Giovanni Cesare e ci riserviamo di fare a suo luogo il dovuto riferimento al Collignon. - Alla prima edizione a cura del Collignon, appartengono i nostri inv. n. 14130, 14136; all'edizione di Vincenzo Billy appartengono i nost ri inv. nn. 14132, 14135 e ad una settecentesca s.n.t. appartengono i nostri inv. nn. 14133 e 26449


