[Ricostruzione di un trionfo romano] ORNATISSIMI. TRIVMPHI. VTI. L. PAVLLVS de Rege Macedonum Perse capto ... accuratissima descriptio, Onuphrij panuinij Veronensis inuentoris opera et aeneis formeis. Venetiis Anno Salutis MDLXXX. Gre.o XIII Papa Cum |Priuilegiis...
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Coverage Temporal
Anno salutis MDLXXX 1580 Gre.o XIII Papa Cum Priuilegijs pontificis..
Subject
Massimiliano II, imperatore - Trionfo
Description
[Ricostruzione di un trionfo romano] ORNATISSIMI. TRIVMPHI. VTI. L. PAVLLVS de Rege Macedonum Perse capto ... accuratissima descriptio, Onuphrij panuinij Veronensis inuentoris opera et aeneis formeis. Venetiis Anno Salutis MDLXXX. Gre.o XIII Papa Cum Priuilegiis... - Venetijs : Onuphrij panuinij ... formeis, Anno salutis MDLXXX [1580] Gre.o XIII Papa Cum Priuilegijs pontificis. - 1 stampa : acquaforte ; le due sole lastre di sinistra, non riq. 315 x 885 ca., 323 x 887 mm.
Notes
Traduzione: "Accurata descrizione, tratta dalla documentazione antica fornitaci dalle sculture, dalle monete e dai libri di un sontuoso trionfo - così ad esempio trionfarono Lucio Paolo dopo aver fatto prigioniero Perseo, re di Mac edonia, Pubblio Africano Emiliano dopo la distruzione di Cartagine, Gneo Pompeo Magno [...] - fatta ad opera e con le lastre in rame dell'inventore Onofrio Panvinio veronese. A Venezia, A.D. 1580 essendo Papa Gregorio XIII, con privilegio del Pontefice, d ell'Imperatore, dei Re, della Repubblica Veneta e dei Duchi" . - Il foglio è solo la metà di sinistra dell'intera opera, che era incisa su quattro lastre da unire per largo, segnate rispettivamente nell'angolo inferiore destro A, B, C e D per una larghezza totale di circa 1660 mm . - Il titolo è nell'angolo superiore sinistro della lastra A (la prima a sinistra) entro riquadro; in alto al centro corre la dedica: "IMPERATORI CAESARI . DIVI FERDINANDI . AVGVSTI . FILIO . MAXIMILIANO . II . AVSTRIO . PIO" (e continuava nelle altre due la stre di destra: "FELICI . PERPETVO . AVGVSTO . OPTIMO . FORTISSIMO . QVE . [cioè: FORTISSIMOQVE] PRINCIPI . OPVS . DICATVM") . - La II lastra, probabilmente più usurata, appare ritoccata al bulino; nell'esemplare con cui abbiamo confrontato il nostro era rifatta ancora più chiaramente al bulino la II lastra . - L'immagine è distribuita su quattro fasce: nella I in alto si vede la parte inferiore degli edifici con gli spettatori; nelle 3 sottostanti i vari gruppi ed i carriaggi che componevano il corteo, ognuno con la didascalia relativa . - Non è facile identificare l'autore dell'incisione. Nel titolo si dice che essa è realizzata "Onuphrij Panvinii Veronensis inventoris opera et aeneis formis", il che può voler dire che il Panvinio ha inventato, inciso ed edito la stampa . - Il Panvinio però era famoso come storico, ma non è affatto noto come incisore ed il termine "opera" può indicare che egli fu il "curatore", anche senza essere l'esecutore materiale dell'incisione . - Questa è inserita in un'opera più volte ristampata del Panvinio: "De Ludis Circensibus Libri Duo. De Triumphis Liber unus". In essa compaiono varie lastre di diverso formato ed importanza; sulle principali ritorna per esteso il titolo con le indicazioni di responsabilità del Panvinio, con le seguenti varianti: "O.P.V. auctoris impensa et aeneis signeis", "auctoris opera", "studio aeneis typis formata", "opera et formeis diligenter delineata". Come si vede, da queste espressioni emerge più la funzione dell'editore che quella dell'incisore . - Tutto questo sembra tanto più certo in quanto nella lastra di pag. 7 leggiamo nel titolo: "O.P.V. opera aeneis formeis accurata expressum" e poi a sinistra: "S. Duperac opus", che è certamente la firma del noto incisore Stefano Duperac. Infatti la lastra è descritta in ROBERT-DUMESNIL vol. VIII, pag. 114 n. 83 come opera del Duperac. Almeno di questo foglio dunque, è certo che il Panvinio ne fu soltanto l'ideatore, il committente e l'editore . - Se dunque respingiamo l'ipotesi che il Panvinio sia l'autore della nostra incisione, confrontando la lastra di pag. 7 con le altre del volume e con la serie delle vedute romane incise dal Duperac rileviamo che tutte le lastre del volume possono essere assegnate al Duperac con sufficiente sicurezza . - Il Panvinio allora può essere stato lo studioso che ha ricavato dai documenti antichi gli elementi per ricostruire visivamente le cerimonie classiche; poi li ha passati ad un disegnatore-incisore da lui pagato che gli ha fornito le lastre che egli ha pubblicato . - Si tenga presente, a questo proposito, che quando un artista disegnava una scena complessa a soggetto religioso o storico o letterario o anche un'allegoria, aveva alle spalle un uomo di cultura che gli indicava sia l'impostazione generale, sia i particolari significativi della scena da rappresentare . - Un secondo problema è quello della datazione . - Sia il BRUNET che il GRAESSE citano del volume in cui è inserito il nostro foglio solo edizioni secentesche. Nel titolo che abbiamo trascritto si legge chiaramente "Venetiis Anno Salutis MDLXXX Gre[gori]o XIII Papa". Sulle altre tavv. del volume che abbiamo potuto esaminare, l'edizione di Paolo Frambotti, Padova 1642 (presso la Bibl. Panizzi di R.E., 16.A.346) si vede chiaramente che tale indicazione ne sostituisce una precedente, che anzi su una lastra (raffigurante il Circo Massimo e segnata M Pag. 49) non è stata corretta ed è: "Romae. Anno Salutis MDLXV Pio III Pont. Max." . - Tale data si accorda perfettamente col fatto che il Panvinio morì nel 1568 e che il dedicatario dell'opera, Massimiliano II d'Asburgo, fu imperatore dal 1564 al 1576 . - Questo non prova che nel 1565 si sia avuta un'edizione romana dell'opera, poichè le tavole maggiori sono finite ognuna con titolo, didascalia, privilegi, firma dell'editore, luogo e data, in modo da poter essere usate anche come fogli singoli; certo però un'edizione dev'essere avvenuta nel 1580, quando si è rifatto il colophon, per così dire, delle singole lastre
Shelfmark
Davoli.10812
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00022209_th.jpg
Description
diapositiva a colori 6x7 cm.
Size
61.4 KB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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