Veduta della Chiesa di S. Benedetto de' PP. Minimi, e Porta della strada di Galiera in Bologna
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Coverage Temporal
1777?
Subject
Bologna - Chiesa di San Benedetto - Vedute - Sec. 18.
Description
Veduta della Chiesa di S. Benedetto de' PP. Minimi, e Porta della strada di Galiera in Bologna / [Pio Panfili Pittore dis. e inc.]. - [Bologna : Lelio dalla Volpe, 1777?]. - 1 stampa : acquaforte ; 128x189, smg., foglio 136x190 mm.
Notes
Il margine inferiore è mutilo, per cui si è conservato il tit., ma si è persa quasi totalmente la firma e non si può stabilire se sotto a sin. vi fosse il n. 17, e quindi se l'esempl. sia di I o di II stato . - In I stato la si trova pubblicata in: Diario bolognese ecclesiastico e civile. In Bologna : per Lelio dalla Volpe, 1777 . - In II stato fa parte di una serie di Vedute della città di Bologna, incise dal Panfili e da Petronio dalla Volpe, pubblicata nel 1793 da Lelio dalla Volpe . - Cfr. FANTI M., Vedute di Bologna nel sec. XVIII. 52 incisioni di Pio Panfili e Petronio dalla Volpe. Bologna, Brighenti, 1974, pp. 7-9 . - Il Panfili ha inciso più di 40 vedute di Bologna di piccolo formato (ne esistono anche 12 di formato maggiore), ma non è del tutto proprio dire che esse costituiscono una serie. Esse infatti sono state prodotte separatamente nell'arco di più di quarant'anni e venivano inserite ad una ad una alla fine dell'annuale Diario Bolognese ecclesiastico e civile. La prima appare nel vol. per il 1765 (pubblicato quindi nel 1764), poi, dopo qualche anno in cui compaiono vedute anonime che non sembrano del Panfili, la serie riprende nel 1770 per continaure quasi ininterrottamente fino al 1800 . - Il problema è stabilire se l'autore in qualche momento della sua vita abbia raccolto quanto prodotto ed abbia pubblicato un album specifico con queste vedute. Pare certo di no (a parte quello pubblicato da Lelio della Volpe con vedute del Panfili e di Petroni dalla Volpe). Infatti le raccolte che si trovano nelle collezioni italiane non sono mai uguali e non presentano frontespizio . - Presso la Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna si conserva un album che si è rivelato prezioso (colloc.: 16.a.II.10). Esso ha una legatura posteriore, ma è stato restaurato con molta cura. Sulla copertina è incollato il foglio di carta originario con il titolo entro un cartiglio a penna che sembra disegnato dallo stesso Panfili. All'interno sono state conservate note a penna su foglietti di carta aggiunti. La prima, premessa alla pianta di Bologna firmata dal Panfili, dice: "Questa pianta della città incisa da me si vende nelle Stampa Arcivescovile". Col che l'album risulterebbe riordinato dall'autore. I fogli in effetti sono tutti in ottima tiratura ed una lastra è presente in due stati successivi, con ritocchi certamente operati dal Panfili . - Le tavole sembrano disposte in ordine cronologico un po' approssimativo. L'ultima, la "Veduta della Dogana nel Canale Naviglio..." firmata: "Pio Panfili Pitt. Accad. Clem. dis. e inc. in età d'anni 83" reca nella nota a penna sul foglietto allegato: "Ultima opera dell'incisore. 20 maggio 1806" . - I fogli dell'album sono complessivamente 43; detratta la pianta della città e la veduta aggiunta in primo stato, il complesso delle vedute risulta di 41 pezzi. E' possibile però che anche questa serie non sia completa. Solo 4 fogli sono numerati coi numeri dal 34 al 37. Le altre note a penna che troviamo nella prima parte dell'album dicono semplicemente: "Pubblicata alla Volpe". Sono i fogli inseriti nel Diario Bolognese, che era edito appunto dal Della Volpe. Alcuni fogli sono privi di indicazioni e rimane il problema di stabilire dove e quando siano stati editi . - Su 11 fogli infine troviamo queste note interessanti: "Incisa e non pubblicata ed il Rame lo possiede il Sig. Ulisse Ramponi", oppure "Ancora non pubblicata dal Ramponi", e su un foglio: "Pubblicata quest'anno dal Sig. Ulisse Ramponi. 1806" . - Col che emerge non solo un rapporto di committenza - non meglio precisato - tra il Ramponi ed il Panfili, ma anche che queste 11 incisioni sono state edite alcuni anni dopo la loro realizzazione ed in tirature non molto elevate. Otto di esse infatti sono oggi conservate nel Museo dei Domenicani di Bologna ed appaiono ancora in buono stato; su poche infatti cominciano ad apparire i segni dell'usura . - Si osservi che nelle firme l'A. a volte fa seguire al suo nome la sola qualifica di "Pit.e" cioè pittore, altre volte "Pit. A. C." cioè pittore Accademico Clementino (più raramente "S. C." = Socio Clementino); la cosa non è casuale, infatti la seconda qualifica si trova solo a partire dal 1786. Dunque anche la forma della firma può datare la stampa collocandola prima o dopo il 1786 . - L'ultima descrizione che conosciamo della serie è stata fatta da Valeria Roncuzzi nel Catalogo della Mostra: Bologna nei libri d'arte dei secoli XVI-XIX, a cura di C. Bersani e V. Roncuzzi. Bologna 2004, pagg. 61-63, con bibliografia specifica
Shelfmark
Davoli.10807
Fonds
File / Documentation![Thumbnail Image]()
Name
00022215_th.jpg
Description
diapositiva a colori 6x7 cm.
Size
87.97 KB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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