Scherzi poetici e pittorici
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Coverage Temporal
1804
Date Issued
1804
Description
Scherzi poetici e pittorici / [Giovanni Gherardo De Rossi ; incisioni di Giuseppe Tekeira]. - Parma : co' tipi Bodoniani, 1804. - 1 v. (40 stampe + front.) : ill. ; 8°.
Notes
Volume con 40 tavole, tutte anonime, incise a contorno e numerate al di sopra + il front. ugualmente inciso. Conserviamo solo la serie delle tavole sciolte, senza il testo a stampa e priva della tav. n. 40 (Eufrosine ferita da Amore). - Le tavv. sono legg ermente più piccole, senza titolo e semplificate nell'esecuzione rispetto a quelle che adornano la stessa opera nella I ediz., Parma, Bodoni 1795. A proposito di questa il BROOKS, p. 110 n. 599 dice che presenta "40 figure del Rosaspina", lo stesso però s ia a proposito della IV ediz. dello stesso anno, sia della successiva del 1804 (p. 164 n. 949) parla, senza ulteriori spiegazioni, di lastre del Tekeira. - Il problema è complesso. In tutte le edizioni dell'opera troviamo una dedica che l'autore delle poe sie, Gio. Gherardo de' Rossi (direttore dell'Accademia di Belle Arti di Portogallo a Roma) indirizza ad Alessandro de Souza, che sosteneva il giovane pittore Tekeira a Roma; in essa si legge: "Piacque a V. E. l'impormi di trattare in versi qualche soggett o allegorico sopra Amore, che avrebbe poi il pittore eseguito in disegno. L'obbedienza di ambedue ai suoi comandi ha prodotto un certo numero di disegni, che poi il Sig. Tekeira ha per suo esercizio incisi in rame in soli contorni". Dunque si può pensare che poesie e disegni siano nati da una sorta di interessante collaborazione, e in ogni caso è certo che disegni e lastre sono opere del Tekeira. - Nelle varie edizioni bodoniane però troviamo due serie di incisioni diverse: quella che descriviamo, con las tre più piccole e più semplici nell'esecuzione, ed una seconda, decisamente più elegante, condotta sugli stessi disegni e nello stesso verso e con titoli al di sotto, ma senza numero, che solo sul frontespizio reca le iniziali: "F. R. sc." (Francesco Rosa spina scolpì). La cosa strana è che nei due esemplari della Biblioteca Palatina di Parma della successiva edizione bodoniana del 1804 si trovano in uno le stampe della prima serie, nell'altro quelle della seconda. Sul frontespizio del primo (anonimo) si l egge sulla pietra sotto i piedi d'Amore: "Roma 1794", iscrizione che nel nostro esemplare è stata cancellata in lastra. - Vista questa data, le schede della Biblioteca Palatina parlano di ognuna di queste lastre del Rosaspina come "copia fedele dell'incis ione realizzata dal portoghese Giuseppe Texeira Barreto nel 1794". Questa conclusione ci sembra accettabile. In altre parole nel 1794, realizzata le serie di poesie e incisioni, se ne è commissionata al Bodoni un'edizione molto elegante. Tuttavia, poichè le lastre erano state incise dal Tekeira "per suo esercizio", cioè come esercitazione scolastica, il Bodoni, vista l'importanza della commissione, ha preferito far reincidere al Rosaspina, con cui era in continui rapporti, tutti i disegni (che in alcuni c asi sono stati anche modificati ed arricchiti), ed ha realizzato una preziosa edizione in 4°, nella quale le lastre sono inserite in una serie di raffinate cornici del Mercoli e colorate in nero e giallo "all'etrusca" (cioè a mo' di vasi etruschi). - Il B odoni tuttavia (o il suo committente) ha conservato ugualmente i rami originali del Tekeira, condotti su disegni classicamente impostati, ma molto poveri e stentati sul piano dell'incisione, e li ha poi variamente usati per ragioni a noi ignote, ma probab ilmente per non sottoporre a tirature troppo alte le lastre del Rosaspina, che successivamente egli tornò a pubblicare nell'opera: Cimelio tipografico-pittorico offerto agli augustissimi genitori del re di Roma da Giambattista Bodoni. Parma, co' tipi bodo niani, 1811. - Dato che i nostri fogli non presentano alcun titolo, indicheremo quello che è inciso sulle lastre del Rosaspina, a cui faremo seguire una sintetica descrizione dell'immagine, utile come introduzione all'interpretazione dell'allegoria. Li as segniamo all'edizione bodoniana del 1804, di cui abbiamo visto un esemplare alla Biblioteca Palatina di Parma, con le tavole identiche alle nostre.
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