Paesi. Dissegni del Cav. Gio: Fran.co Barbieri intagliati da Gio: Penna in Parigi
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Coverage Temporal
1730 ca.
Description
Paesi. Dissegni del Cav. Gio: Fran.co Barbieri intagliati da Gio: Penna in Parigi. - In Bologna : Tommaso Colli forma a S. Tommaso d'Aquino, [1730 ca.]. - 1 album (14 stampe + il front.).
Notes
La serie è costituita da un frontespizio firmato da Giuseppe Rolli e da 14 tavole all'acquaforte alla maniera della penna, firmate da "G. Penna", numerate sotto a dx da 1 a 14 e tirate in seppia. - Questa serie presenta molti problemi. - Premettiamo che, sebbene oggi i nostri fogli siano sciolti, erano certamente uniti in un unico album (viste le macchie che presentano) e quindi la nostra serie è omogenea e tutti i fogli appartengono all'edizione del Colli. - Il primo problema che presentano è quello dell 'autore. Sono tutti firmati: "G. Penna F. Parigi" e, visto che l'edizione è bolognese, si potrebbe pensare che l'autore sia un ignoto artista di Bologna. - L'identificazione però del nostro autore con Jean Pesne è antica, è ripresa anche dal ROBERT DUMESN IL, che descrive accuratamente tutta la serie (in base ad un esemplare uguale al nostro) e non vediamo ragioni sufficienti per negare tale identificazione. - In secondo luogo il frontespizio, firmato dal Rolli, presenta una dedica al duca di Modena France sco II (morto nel 1694) firmata da Benedetto e Cesare Gennari. Poichè quest'ultimo morì nel 1688 la lastra deve essere anteriore. Con questa data contrasta l'indirizzo dell'editore Colli, che lavorò a Bologna a partire dal 1719 ca. e morì verso il 1750, d ato che sul volume: "Rime per le nozze di D. Giulio C. di Carignano...", Bologna, 1751 si legge: "Girol. Corciolani ed Eredi Colli". - Sul nostro foglio però l'indirizzo del Colli è un'aggiunta posteriore; in PINACOTECA DI BOLOGNA 1974 infatti si riproduc e al n. 659 un esemplare senza alcun indirizzo ed avanti i ritocchi nell'ombreggiatura che questo ha comportato. - Dev'essere esistita dunque un'edizione ante 1688 a cui è seguita quella del Colli nella prima metà del secolo successivo. Anzi, le edizioni devono essere state almeno due, poichè la serie bolognese presenta il frontespizio in primo stato, ma le tavole sono già come le nostre, con le correzioni nelle firme (Le immagini invece sono sempre rimaste le stesse). Nello stesso stato è l'esemplare del Gabinetto degli Uffizi di Firenze (cfr. A. DE WITT, 1938, pag. 142, vol. 1997-2011). - Anche i nostri singoli fogli sono di secondo stato. Le firme attuali infatti ne sostituiscono altre, di cui rimangono chiare tracce, specie sui nn. 3 e 14 sui quali si legge ancora: "Io... Franciscus Barberius inventor delineat." e "Jo. Penna incid. ...". E' però strano che si siano cancellate le firme per sostituirle con le stesse firme scritte solo in modo più sintetico: lo si è fatto forse per inserire l'indicazione : "in Parigi" e sostenere così le vendite della prima edizione?. - La serie ha poi conosciuto una terza edizione a Venezia nel 1754 (non 1755, come si è scritto) ad opera dell'Albrizzi che ha sostituito il frontespizio originario con un altro a stampa col titolo: "Barbieri Gianfrancesco detto il Guercino. I Paesi da esso inventati ed espressi in XIV vedute ed intagliati in rame da Giovanni Penna in Parigi". - Tutta la serie è stata copiata in controparte, ma con le stesse dimensioni, da Lodovico Mattioli che ha sostituito il frontespizio originario con un altro su disegno del tutto diverso (cfr. il n. inv. 9279). In questa copia solo il frontespizio è firmato dall'incisore, mentre le tavole recano solo le iniziali o il nome intero del Guercino come invent ore. Anche se sono anonime, le tavole sono tradizionalmente assegnate al Mattioli e sarebbe quindi nel giusto l'Oretti (VIII, 206) che scrive: "come intesi dalla bocca stessa di Lodovico Mattioli che rittagliò li detti Paesi...". - Questa copia ha conosci uto una seconda edizione nella prima metà dell'Ottocento; infatti sul frontespizio conservato nella raccolta "A. Davoli" è stato aggiunto l'indirizzo dell'Editore Bettalli. - Purtroppo, visto che il Mattioli ha firmato solo il frontespizio, bisogna tener presente che il Rolli ha fatto altrettanto, e allora chi ci certifica che i fogli anonimi che troviamo sciolti siano del Mattioli e non del Rolli?. - Angelo Davoli infatti, che possedeva cinque di questi fogli anonimi, in base ad elementi che non conoscia mo si dichiarava certo che fossero del Rolli ed ipotizzava quindi questa successione: ante 1688 serie con frontesp. + 14 tavv. del Rolli; 1730 ca.: serie del Penna, copia in controparte della serie del Rolli; in data imprecisata: incisione del solo fronte spizio del Mattioli da premettere ad una ristampa del Penna. - Questa ipotesi cozza contro un elemento importante: sul frontespizio, che sembra di primo stato, conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, troviamo sia la firma del Rolli, sia l'af fermazione che i paesaggi sono stati incisi da Gio. Penna in Parigi, col che rimarrebbe provato che l'album originario era formato da un frontespizio del Rolli e 14 tavole del Penna. - Rimangono invece i dubbi sull'identificazione di quest'ultimo. Infatti si fa molta fatica ad assegnare ad un autore classico francese come il Pesne una serie così integralmente bolognese. - Contro l'attribuzione al Pesne sono poco significative eventuali obiezioni sullo stile, poichè l'acquaforte è usata in fac-simile per r endere gli effetti del disegno a penna e questo può aver indotto l'autore a notevoli varianti nell'uso della punta. E' però vero che le figure che animano i paesaggi sono disegnate in modo stentato e indegno di un grande artista. - Si può osservare anche che il Pesne non ha mai usato per la sua firma la forma "Penna", ma sempre "Pesne", a parte una serie in cui scrive "Pene" ed un foglio su cui si legge "Paine". - D'altra parte, anche l'indicazione "in Parigi" non è probante, visto che già a proposito del Mattioli ipotizzavamo una falsa attribuzione parigina per rendere più commerciabile una stampa (cfr. la nota al n. inv. 36055). - Infine, se le incisioni sono state fatte a Parigi, perchè non si è fatta là anche un'edizione?. - Nonostante tutto questo pe rò ci sembra logico mantenere le attribuzioni tradizionali (in attesa di trovare un primo stato e vedere cosa c'era scritto dopo "Jo. Penna inc."), considerato anche il fatto che i fogli anonimi si legano chiaramente allo stile del Mattioli più che a quel lo del Rolli. - Cfr. per la serie ROBERT DUMESNIL, v. III p. 176-180 nn. 152-166; per il frontesp. PINACOTECA DI BOLOGNA, 1974 N. 659
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