[Gli ultimi momenti di Luigi XVI e dei suoi familiari
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Coverage Temporal
179.
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[Gli ultimi momenti di Luigi XVI e dei suoi familiari / incisioni di Carlo Lasinio]. - [Firenze? : s.n., 179.].
Notes
Le 9 stampe che conserviamo (8126, 8128, 8129, 25520, 25521, 25523-25525, 25527) sembrano costituire un'unica serie, quella descritta in L'ITALIA NELLA RIVOLUZIONE a pag. 141. - Ivi si sostiene che il Lasinio avrebbe inciso 7 lastre nel 1793-94 e ne avreb be aggiunte due (con la liberazione della principessa Maria Teresa Carlotta avvenuta nel dicembre 1796) negli anni successivi. - Tali lastre sarebbero state stampate a Parigi dal Darbì; posteriormente sarebbe uscita un'ediz. toscana ad opera di Bardi e Pa gni comprendente anche un decimo foglio originariamente fuori serie ("La séparation de Louis XVI de sa famille..."). - Non sappiamo da dove provengano questi dati che forse sono da precisare. - Innanzitutto gli anni 1793-94, che sono quelli degli avvenime nti rappresentati, sono anche gli anni in cui sono state eseguite le incisioni? Se sì, non è credibile che siano state eseguite a Parigi, dove regnava il Terrore, ma a Firenze, dove vigeva ancora l'Antico Regime. In tal caso però l'edizione parigina del D arbì sarebbe posteriore. Inoltre se le lastre sono veramente del 1793-94, si collocano così a ridosso degli avvenimenti, che non possono essere state concepite come serie. - Se invece la data di incisione va posticipata, è possibile che i tre fogli da dip inti del Benazeck (inglese) siano copie dei fogli di Luigi Schiavonetti, uno dei quali reca la data: 10 marzo 1794 ed un altro: 1 febbraio 1795. - Più in generale, nella grandissima produzione d'immagini provocata dalla Rivoluzione Francese è sempre diffi cile stabilire quale sia l'originale e quale la copia. - Marginalmente si può anche osservare che è anormale la presenza in una serie di due tavole con lo stesso soggetto (come avviene nel nostro caso con "La dernière entrevue de Louis XVI avec sa famille ... la nuit du 20 Janvier 1793"). - Infine, visto che lo stesso Lasinio si firma con due diversi anagrammi del suo cognome, è legittimo ritenere che l'ignoto Antonio Deif, a cui si deve l'invenzione delle due ultime tavv., sia in realtà il fiorentino Ant onio Fedi. - E allora, visto che ci siamo dati agli anagrammi, questo misterioso stampatore Darbì (o Darbi) di cui noi non abbiamo alcuna notizia e che per L'ITALIA NELLA RIVOLUZIONE è parigino, non sarà per caso il fiorentino Bardi? Si badi infatti che s ulle stampe non compare mai l'indicazione di Parigi ed il fatto che il titolo sia in francese non comporta affatto che le opere siano state prodotte fuori d'Italia, dove il francese imperava come lingua colta. - Queste considerazioni sono così coerenti tr a loro, che ci sembrano da accettare. - Cfr. L'ITALIA NELLA RIVOLUZIONE, 1990 p. 141
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