[La crocifissione] Heu miserum me Christe ego te hoc in stipite fixi, Debita erant culpis supplicia ista meis: Pro me tam lato tibi vulnere pectus apertum est: Imposita & capti [sic per capiti] spinea serta tuo: Perq; manus ego perque pedes ferrum istud |adegi Haec te cuncta mei...
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Incisore
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Coverage Temporal
15..-16..
Subject
Bibbia. Nuovo Testamento. Vangeli – Crocifissione di Gesù Cristo
Description
[La crocifissione] Heu miserum me Christe ego te hoc in stipite fixi, Debita erant culpis supplicia ista meis: Pro me tam lato tibi vulnere pectus apertum est: Imposita & capti [sic per capiti] spinea serta tuo: Perq; manus ego perque pedes ferrum istud adegi Haec te cuncta mei... / C. FVRNIVS. FE. - [S.l. : s.n., 15..-16..]. - 1 stampa : bulino ; 484x396, ...x396 mm.
Notes
Copia nello stesso verso Da Agostino Carracci . - Della stampa, che, come l'originale e le altre copie si presume su tre lastre, rimane solo il foglio di sinistra . - La firma è in basso a sinistra; l'iscrizion sottostante, di 16 mm oltre la misura dell'immagine, ha 8 versi (4 distici) su 4 colonne, ed è incompleta per una mutilazione all'angolo inferiore dx . - Si osservi che i versi non sono quelli dell'originale, ma della copia del Valegio; tuttavia questa lastra non è copia di quest'ultima, ma è copia molto accurata di quella del Carracci. E' dunque da ritenersi che, tra le due, l'incisione posteriore sia que lla del Valegio (che presenta uno stile nettamente diverso) . - La stampa è opera di un professionista abile ed esperto, che però non riusciamo ad identificare con certezza, anche perchè il cognome potrebbe essere la latinizzazione di cognomi diversi, quali Furnio, Forni o Fournier. Tra gli incisori della I metà del S eicento troviamo un Fournier Pieter Jalhea (Liegi, 1540 ca. - 1625 ca.) detto Furnius, ma per assegnarli la nostra stampa bisognerebbe fare ipotesi troppo fantasiose, dato che la iniziale "C." della firma è chiara. Esiste anche un Fournier Giacomo, liones e (op. dal 1597 al 1622), ma si firmava "Jacobus de Fornaseriis". Tra i pittori che potrebbero avere inciso, lo Zani ricorda un Furnio Giambattista Gabriele, bolognese (op. nel 1560) che, a parte il nome, sembra troppo vecchio, ed un Forni Girolamo, vicen tino (op. nel 1592), che potrebbe identificarsi col nostro A., dato che è possibile che una microfrattura sulla superficie della carta (in cattivo stato) abbia eliminato il taglio della G, trasformandola in C. Si badi però che, se pensiamo che Furnius sia la latinizzazione di Forni, anche il nome Gerolamo sarebbe stato tradotto in Hieronymus. Resta un pittore Furnius citato dal Nagler, senza indicazione di nome, operante in Fiuli nel sec. XVI, ma di lui non sappiamo nulla. Per fare osservazioni più precis e è forse necessario attendere che si trovi almeno un esemplare completo . - Per l'originale del Carracci cfr. vol. II, inv. n. 31163, DE GRAZIA D., 1984, n. 147, CHIARI MORETTO WIEL, 1994, n. 3 . - Per un'analisi più completa delle copie dallo stesso dipinto ad opera di diversi incisori cfr. DAVOLI Zeno, La raccolta di stampe "Angelo Davoli". Volume secondo (Bip-Car). Reggio Emilia, Diabasis, 1996, p. 310, n. 7347-7350
Shelfmark
Davoli.25363
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Size
46.21 KB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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