Attilio Badodi e Maria Melato. Due archivi reggiani, due protagonisti del teatro del primo Novecento
“Tra i maggiori protagonisti della fotografia italiana del primo Novecento, Attilio Badodi (1880-1967) ritrae il teatro del tempo in un affresco di rara precisione e bellezza.” (M. Zannoni, Attilio Badodi fotografo di teatro, Silvana, 2025). Attilio Badodi, pur avendo avuto moltissimo successo come fotografo a Milano, era originario di Reggio Emilia. Era figlio di Giuseppe Badodi e Virginia Fantuzzi, sorella di un altro grande fotografo reggiano Giuseppe Fantuzzi, che insegnerà ad Attilio il mestiere prendendolo a bottega. Il fondo che presenta più fotografie di Attilio Badodi è quello di Maria Melato. Attrice nata Reggio Emilia nel 1885 e morta in Versilia nel 1950, Maria Melato ebbe un enorme successo nel mondo del teatro. L'Archivio fotografico dell’attrice è costituito da oltre 500 immagini per lo più donate dall’amica dell’attrice Franca Taylor e dai suoi eredi tra il 1990 e il 1998, consiste in foto di scena, fotografie di vita sociale, cartoline, foto in posa, in abiti borghesi o in costume teatrale, foto di famiglia, fotografie di vita privata e fotografie dono di amici e colleghi con dediche. Attrici come Maria Melato, durante l’intera carriera artistica furono costantemente impegnate in quello che può essere considerato un impegno strategico finalizzato alla costruzione di un'immagine auto-rappresentativa. La ricca e preziosa iconografia d'autore che ci ha lasciato è testimonianza della precisa volontà di apparire al pubblico come una diva, ma anche come donna determinata e ambiziosa, consapevole di sé stessa e del suo ruolo. Per questo scopo coinvolse nella sua iniziativa di auto-promozione alcuni tra i maggiori ritrattisti e fotografi teatrali dell'epoca, come il suo concittadino Attilio Badodi che, per la sua fama di grande ritrattista, era molto ricercato da tutti i più famosi esponenti del mondo dello spettacolo.
I suoi ritratti, che possono essere considerati tra le prime icone nel senso moderno del termine, in alcuni casi corrispondono perfettamente ai canoni rappresentativi della fotografia artistica del periodo e tendono a costruire attorno al volto delle attrici dell’epoca l'archetipo della donna ideale, in linea con la presentazione iconica delle prime dive.


