Memorie spettanti alla storia della calcografia del Commend. Conte Leopoldo Cicognara.
Author
Secondary Author(s)
Date Issued
1831
Description
Memorie spettanti alla storia della calcografia del Commend. Conte Leopoldo Cicognara. - Prato : per i frat. Giachetti, 1831. - 1 v. (16 stampe)
Notes
Il volume è incentrato sull'origine dell'arte dell'incisione e contiene uno studio sui nielli ed uno sulle carte da gioco. La prima parte è illustrata da 9 tavv. numerate da I a VIIIB, tutte dedicate ai nielli della collezione dell'autore. Conserviamo solo tre tavv. sciolte, numerate da II a IV. - Circa la tecnica d'incisione di queste tavole usiamo il termine bulino, per rispetto della tecnica degli originali di cui il copista vuole mantenere gli effetti; il copista però si è servito abbondantemente anche dell'acquaforte. - Nessuna tav. è firmata. Su ognuna sono riprodotti vari nielli ognuno con un numero progressivo al di sopra. La I tav. conteneva i nielli dal n. 1 al 12, la II dal n. 13 al 37, la III dal n. 38 al 52, la IV dal n. 53 al 74. - Si badi che l'autore, per risalire alle origini dell'incisione su metallo, fa un lungo studio sulla tecnica del niello, intendendo per niello non l'immagine cartacea ricavata dalla lamina incisa, ma quella particolare tecnica con cui si intagliavano immagini su metallo, a partire dagli Etruschi, anche in aree estranee al mondo occidentale, come quella dei Bizantini (che chiama Greci) e la Russia. - Per questo i suoi nielli non erano immagini cartacee, ma lamine originali lavorate a niello e quindi anche di epoche estranee alla produzione delle incisioni, lamine che egli aveva trovato incastonate in gioielli di maggiori dimensioni (un calice, un ostensorio, una grande Croce) o sulla copertina di manoscritti preziosi e su oggetti vari. Queste lamine quindi molto probabilmente non sono mai servite per produrre immagini su carta: di una sola egli dichiara di possedere sia la matrice sia la stampa. Di due inoltre egli riferisce di aver proceduto a sciogliere dalla matrice il nigellum e di averne tirate delle copie su carta. - Circa la datazione degli originali, a parte le due lamine bizantine (nn. 13 e 14), che in copia è difficile valutare, tutti i pezzi delle nostre 3 tavv. sembramo collocabili tra la seconda metà del Quattrocento e la seconda metà del secolo successivo. Sulla V tav. si riproducono 3 nielli di una croce datata 1589: è questa la data più tarda che abbiamo trovato. - Cfr. l'esemplare Biblioteca Panizzi, 10.D.184.
Shelfmark
10.D.184


