[Ritratto di Pietro Moscati a mezzo busto, di profilo a dx]
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Coverage Temporal
[ante 1808]
Description
[Ritratto di Pietro Moscati a mezzo busto, di profilo a dx] [Milano] : Dalla Poliautografia De Werz, [ante 21/6/1808]. - 1 stampa : litografia ; non riq., 121x80 ca., foglio 260x205 mm.
Notes
L'immagine era stampata sulla sinistra di un foglio grande che presentava sulla dx (sempre in litografia) un sonetto di Luigi Rossi con l'intestazione: "Pel Convito dato a tutti i suoi subalterni da Sua Eccellenza Il Sig.r Senatore Moscati Direttore Generale della Pubb.a Istruzione". Sotto al sonetto: "Dalla Poliautografia De Werz".
Il foglio completo è conservato presso la Biblioteca Panizzi di Reggio E. con la nota a penna in basso "inciso in pietra" e con una lettera di accompagnamento dello stesso Rossi, reggiano e segretario generale del Moscati, datata "Milano 21. Giugno 1808 ... Al Sig. Professore Fantuzzi Gaetano Prefetto della Biblioteca pub.a di Reggio. Amico Preg.mo e Car.mo Le trasmetto un saggio della nuov'arte di stampare senza tipi [senza caratteri tipografici], ed è il primo, che sia uscito in Milano. Mi lusingo, che possa aggradirle d'avere in cod.a Biblioteca siffatto monumento, abbenché il Sonetto, ch'é mio, non meriti un tale onore..." Precisiamo che la data 1808 è molto chiara e che il riferimento al sonetto rende certo che la lettera si riferisce proprio al nostro foglio. Questo va detto, perché i testi riferiscono che il Moscati divenne senatore nel 1809, il che posticiperebbe la data del foglio di un anno. Così in: FUMAGALLI Giuseppe, Incunabuli della Litografia in Italia, in "Maso Finiguerra", a. II (1937) fasc. 2, pp. 99-127, troviamo proprio per questo l'assegnazione al 1809. Si tratta in ogni caso di un cimelio importantissimo per la storia della litografia in Italia, anche se la definizione di "prima prova" del De Werz a Milano è molto sfuggente. Sappiamo da ARRIGONI Paolo in "Il pittore-litografo Giuseppe Elena", pag. 66, che il De Werz "già nel 1807 era a Milano e nell'agosto dell'anno seguente ottenne dal Governo del Regno Italico la privativa d'esercitare la nuova arte per dieci anni". Se dunque il privilegio è dell'agosto 1808, questo ritratto è certo una delle prime prove che il litografo presentò al Governo per ottenerlo. Individuarne l'autore non è facile: dal modo con cui usa la matita grassa lo si direbbe un incisore esperto. Cfr.: DAVOLI Z.-PANIZZI Ch., Il segno sulla pietra. La litografia in Italia dalle origini al 1950. Reggio E., Biblioteca Panizzi, 2006, n. 1.
Il foglio completo è conservato presso la Biblioteca Panizzi di Reggio E. con la nota a penna in basso "inciso in pietra" e con una lettera di accompagnamento dello stesso Rossi, reggiano e segretario generale del Moscati, datata "Milano 21. Giugno 1808 ... Al Sig. Professore Fantuzzi Gaetano Prefetto della Biblioteca pub.a di Reggio. Amico Preg.mo e Car.mo Le trasmetto un saggio della nuov'arte di stampare senza tipi [senza caratteri tipografici], ed è il primo, che sia uscito in Milano. Mi lusingo, che possa aggradirle d'avere in cod.a Biblioteca siffatto monumento, abbenché il Sonetto, ch'é mio, non meriti un tale onore..." Precisiamo che la data 1808 è molto chiara e che il riferimento al sonetto rende certo che la lettera si riferisce proprio al nostro foglio. Questo va detto, perché i testi riferiscono che il Moscati divenne senatore nel 1809, il che posticiperebbe la data del foglio di un anno. Così in: FUMAGALLI Giuseppe, Incunabuli della Litografia in Italia, in "Maso Finiguerra", a. II (1937) fasc. 2, pp. 99-127, troviamo proprio per questo l'assegnazione al 1809. Si tratta in ogni caso di un cimelio importantissimo per la storia della litografia in Italia, anche se la definizione di "prima prova" del De Werz a Milano è molto sfuggente. Sappiamo da ARRIGONI Paolo in "Il pittore-litografo Giuseppe Elena", pag. 66, che il De Werz "già nel 1807 era a Milano e nell'agosto dell'anno seguente ottenne dal Governo del Regno Italico la privativa d'esercitare la nuova arte per dieci anni". Se dunque il privilegio è dell'agosto 1808, questo ritratto è certo una delle prime prove che il litografo presentò al Governo per ottenerlo. Individuarne l'autore non è facile: dal modo con cui usa la matita grassa lo si direbbe un incisore esperto. Cfr.: DAVOLI Z.-PANIZZI Ch., Il segno sulla pietra. La litografia in Italia dalle origini al 1950. Reggio E., Biblioteca Panizzi, 2006, n. 1.
Shelfmark
Davoli.38260
Fonds
File / Documentation![Thumbnail Image]()
Name
38260.tif
Size
18.45 MB
Format
TIFF
Checksum (MD5)
f238f7aedea861ad5edca6d63bb00ec0-4


