[Cartouches d'invenzione con grottesche e trofei d'armi]
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15..
Description
[Cartouches d'invenzione con grottesche e trofei d'armi]. - [Roma? : s.n., 15..]. - 12 stampe.
Notes
Tavole anonime e non numerate; il D'Alessio firma la dedica sul frontespizio, mentre sugli esemplari Davoli inv. nn. 171/1 e 171/4 vi è il monogramma "GCM" con la croce di Lorena. - All'interno di ogni cornice disegni di invenzione con trofei d'armi, etc - La serie è copia fedele, anche nelle dimensioni, ma in controparte di: "Veelderhande cierlijcke Compertementen profitelijck voor schlders goutsmeden... geinuenteert duer IACQUES FLORIS: tantwerpen by Hans Liefrinck sijnse te coope op die Lombarde vest e int gulden turckhooft. Anno 1564. Herman Muller fecit" (sotto la seconda tavola: "Herman Muller fe. Iacus Floris Inventor. Hans Liefrinck excude"). - L'esemplare della serie del Muller conservato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi di F irenze (Vol. 12864-12875) è di 12 tavole non numerate. - Anche la copia del D'Alessio doveva avere tale consistenza: nelle schede A. Davoli, Biogr. 4-700, si cita un esemplare rilegato di 12 tavole descritto nel catalogo dell'antiquario Castagnari di Roma del 1914. Al nostro esemplare mancano i due cartouches contenenti rispettivamente un tritone con un liuto ed un uomo su un coccodrillo. - La paternità della serie non è del tutto chiara. Nella dedica il D'Alessio scrive: "...dedicando a voi ... questi po chi frutti che l'amor della virtù fece a me produrre". Sia il Benezit sia il Thieme-Beker, trovando nell'OTTLEY la descrizione di 3 tavv., tra cui la dedica, parlano senz'altro di un incisore Antonio d'Alessio di cui si conoscerebbero queste tre sole inci sioni. Tuttavia su due delle altre tavole della serie, come abbiamo detto, vi è il monogr. G C M riprodotto molto chiaramente dal NAGLER (v. II, p. 998, n. 2826) come di Georg Carl (di cognome ignoto) pittore e acquafortista operante nella seconda metà de l secolo XVI a Monaco. - Tale monogr. non compare ovviamente nella serie del Muller, che in una delle 2 tavole ha al suo posto le iniziali "I. F.", che corrispondono a quelle dell'inventore. Poiché tutte le tavole sono omogenee e appartenenti alla stessa mano, rimangono aperte varie ipotesi (a cui non possiamo rispondere in sede di catalogo generale), che cioè il D'Alessio abbia falsificato la dedica presentando come proprio il lavoro altrui, o abbia copiato non la serie del Muller, ma una copia di Georg Carl, o abbia inserito nella sua serie due tavole di quest'ultimo
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