Etruria Pittrice, ovvero storia della pittura toscana dedotta dai suoi monumenti...
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1791-1795
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Etruria Pittrice, ovvero storia della pittura toscana dedotta dai suoi monumenti... - Firenze : per Niccolò Pagni e Giuseppe Bardi, 1791-1795. - 2 v. (120 stampe) : ill. ; folio.
Notes
L'idea dell'opera fu lanciata dagli editori nel 1788, quando furono presentate le prime due lastre. - Dallo "Avviso degli Editori a chi legge" si sa che autore del testo è Marco Lastri, a cui si deve anche il piano dell'opera; come esperto per i disegni p reparatori delle incisioni si è consultato Santi Pacini. - Non è detto a chi sia stata affidata la direzione per la realizzazione delle incisioni, ma è evidente che questa fu data a Carlo Lasinio (come infatti afferma F. Borroni Salvadori). Egli infatti, oltre a firmare il maggior numero di tavole, spesso ne esegue solo la parte all'acqf., lasciando ad altri le finiture al bulino. - Nella tav. VIII tomo I è indicato espressamente "Lasinio dir[esse]"; tutte le testate (tranne la I firmata da A. Pazzi) e tu tti i finalini del I vol. sono o firmati da lui o anonimi, ma a lui attribuibili, così come il frontespizio. Nel II vol. invece i finalini sono firmati o da Carlo Gregori o da A. Pazzi. - Questa "storia della pittura toscana" è impostata come una raccolta di 120 schede (60 ogni volume) su altrettanti artisti, ognuna accompagnata da una tavola (solo il Pollaiolo ne ha due, entrambe numerate XXIV); all'inizio di ogni scheda, a mo' di testata, vi è il ritratto del pittore. Di questi, i primi 9 (tranne il n. 6) sono firmati da Carlo Lasinio, gli altri sono anonimi, ma pensiamo debbano attribuirsi a lui, sempre dando come ovvio che egli si sarà fatto aiutare dagli allievi (e forse per questo alla fine avrà preferito non firmarsi). - Alcune tavole portano la so la firma del Lasinio, mentre in altre egli si firma come autore della sola parte all'acquaforte, mentre le rifiniture al bulino sono dovute ad un altro artista. Nel Settecento, specialmente in Francia, i pittori spesso incidevano una lastra all'acquaforte , poi facevano completare le ombreggiature ad un professionista del bulino. La stampa così ottenuta viene tuttavia descritta oggi come del primo autore. Lo stesso conviene fare con queste opere di collaborazione del Lasinio. - Ogni volume è corredato da 6 0 tavole numerate sopra a dx. in numeri romani; a queste però vanno aggiunte il front. (che ritorna con varianti nel II vol.), l'antiporta, la II tavola n. 24, le testate, i finalini, i ritratti già citati e due capilettera del Pazzi. Borroni Salvadori F. , 1982, parte II, pag. 102 avverte che alcuni rami dei capilettera, delle testate e dei finalini sono riciclari dal Museum Florentinum. - La scheda bibliografica della Bibl. dell'Archiginnasio di Bologna rileva delle differenze nel testo e nelle vignette tra i due esemplari posseduti. - Le tavv., a volte tirate in seppia e a volte in b/n, sono incise da: C. Bozzolini, M. Carboni, Gaet. Cecchi, G. B. Cecchi, C. Colombini, B. Eredi, A. Fedi, G. B. Galli, F. Gregori, C. Lasinio, C. Mogalli, G. F. Ravenet, G. Rovelli, G. Vascellini. - Sull'edizione dell'opera cfr. BORRONI SALVADORI F., 1982, parte II, pagg. 102-108. - Cfr. l'esempl. della Bibl. dell'Archiginnasio di Bologna, 18.F.II.5-6 e della Biblioteca Palatina di Parma, BB.1.27062
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