[Annunciazione] ILLUSTRISS.o ATQ. EXCELLENTISSI.mo D.D. CAR.o EMAN.i PHILIB.o A SIMIANA PLANITIAR. MARCHIONI LIBVRNI &c. Io. Iacob. Thourneysen sculptor Felicitatem.
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Coverage Temporal
1659 ca
Subject
Bibbia. Nuovo Testamento. Vangeli – Annunciazione
Description
[Annunciazione] ILLUSTRISS.o ATQ. EXCELLENTISSI.mo D.D. CAR.o EMAN.i PHILIB.o A SIMIANA PLANITIAR. MARCHIONI LIBVRNI &c. Io. Iacob. Thourneysen sculptor Felicitatem. - [S.l. : s.n., 1659 ca]. - 1 stampa : bulino ; smg. a filo 278x202 mm.
Notes
Data incisione: 1659 . - Dopo l'intestazione, che abbiamo trascritto come titolo, la dedica prosegue: "Profundissimum demissionis affectum quo altissimae Dignitatis Nuntium excepit pudibu[n]da Virgo, nullis antea Pictor[um] tabulis expressum primus omnium Carolus Delphinius e tuae mentis autographo, felicissimo sane penicillo est prosecutus. sed quoniam unicum picturae miraculum, unius tantum Laris ornamentum est; hoc Typis utcumq[ue] meis propagare volui, tuoq[ue] Nomini inscribere; ut Orbis universus intelligat, quid publica pietas Picturae, Pictura Pietati tuae debeat. Vale Heras inuictissime" . - Il testo ci offre indicazioni interessanti, anche se in uno stile barocco e allusivo, e quindi poco comprensibile. La stampa riproduce un quadro che ha come oggetto il "profundissimum demissionis affectum" cioè l'estrema umiltà e accettazione con cui la Vergine accolse l'annuncio dell'Angelo, il che sarebbe indicato dal quel forzato ripiegamento del corpo della Vergine verso terra. Questo particolare, di contenuto e di forma, sarebbe stato espresso per la prima volta dal pittore di questo quadro, Charles Dauphin. Egli però avrebbe lavorato non su una propria invenzione, ma "e tuae mentis autographo" cioè su un disegno o almeno su un'idea dello stesso committente del quadro, il marchese Carlo Emanuele Filiberto Simiana di Pianezza. Essendo però un tale miracolo di pittura rinchiuso all'interno di una casa privata (unius Laris ornamentum) il Thourneysen ha voluto diffonderlo "typis meis" . - Quest'ultima espressione è la più equivoca, poichè sembrerebbe indicare nel Thourneysen solo l'editore della stampa. In realtà non pare vi sia ragione di negargli la paternità dell'incisione vera e propria, considerato anche che egli si qualifica "sculptor" nella firma della dedica . - Il dipinto di Charles Dauphin, un tempo disperso, è stato ritrovato e collocato a partire dal 1998 a Palazzo Madama di Torino. Fino ad ora esso era conosciuto solo attraverso questa stampa, eseguita nel 1659 o poco prima . - L'incisione è realizzata rigorosamente nello stile del Mellan, senza neppure un taglio incrociato
Shelfmark
Davoli.23726
File / Documentation![Thumbnail Image]()
Name
23726.tif
Size
11.83 MB
Format
TIFF
Checksum (MD5)
c40ae09b53020be70c6bb335d972c628


